Dolore e sofferenza, sono davvero la stessa cosa?

Nel linguaggio comune siamo abituati ad attribuire lo stesso significato a questi due termini: dolore e sofferenza, affidando loro un significato negativo che ci riporta a sensazioni e ad emozioni decisamente spiacevoli.

In realtà tra questi due termini esite una differenza abissale che, se compresa, ci porta automaticamente a rivalutare tutte le nostre esperienze passate e ad intraprendere le sfide della vita quotidiana in un modo totalmente nuovo.


Vediamo perchè:


1) Il dolore è fisiologico ed è impossibile sfuggirne perchè fa parte del ciclo naturale della vita

2) Il dolore di per sè è solo una sensazione (fisica o emotiva)

3) La sofferenza ha un' accezione psichica ed è un' aggiunta rispetto al dolore

4) Il dolore è necessario, la sofferenza è una zavorra

5) La sofferenza per questo motivo può essere elaborata fino ad estinguersi



Approfondiamo meglio questi concetti così importanti da comprendere per rivoluzionare totalmente la concezione di ciò che siamo e di ciò che possiamo fare per migliorare la nostra vita:


Il dolore


Il dolore di per sè è un meccanismo necessario alla nostra sopravvivenza, provare dolore fa parte delle leggi che governano la natura e questo vale sia in campo fisico all'interno del nostro organismo, sia in campo emotivo.

Perchè è così importante il dolore? Il dolore ci permette di sopravvivere e di mantenere la vita sulla terra perchè senza questa sensazione l'essere umano sarebbe portato a fare cose che portebbero compromettere la sua integrità.

Pensiamo al famoso esempio di mettere la mano sul fuoco, senza la sensazione 'dolore' finiremo per bruciarci, quindi il dolore è un aiuto e, in quanto legge naturale, è impossibile da eliminare (per fortuna!).

Il dolore inoltre è una spinta e un aiuto verso l'evoluzione: il dolore ci avverte di dover cambiare qualcosa, è una spia e un indicatore di qualcosa che non sta andando come dovrebbe e faremo bene a prestargli molta attenzione.

Senza il dolore non ci sarebbe trasformazione nè evoluzione personale poichè ne è il catalizzatore.

Il dolore di per sè non è che una sensazione fisica (anche quando stiamo parlando di dolore emotivo)! Pensate a quando vi arrabbiate, cosa sentite nel corpo? Un bruciore, un senso di chiusura, una pulsazione o una contrazione.

Il dolore è una contrazione, niente di più e può essere percepito solo come tale se impariamo a conoscerlo e ad avvicinarci a lui senza averne paura.

Di per sè quindi non provoca sofferenza, è solo una sensazione.



Quando è allora che iniziamo a soffrire?


La sofferenza


Iniziamo a stare male quando al dolore si aggiunge e si sovrappone la sofferenza che è sempre di natura psicologica.

E' il pensiero a generare sofferenza e ad enfatizzare il dolore, rendendolo impossibile da affrontare.

Quando alla sensazione fisica di contrazione si aggiunge la mente allora in quel momento stiamo rendendo l'esperienza 'dolore' più complicata di ciò che realmente è.

E' il pensiero la fonte del nostro malessere, è il pensiero a buttarci giù.

Quando lavoriamo eccessivamente con la testa e non smettiamo di pensare a un qualcosa che ci fa stare male, iniziano ad amplificarsi anche le emozioni connesse a quel pensiero ed ecco che ci ritroviamo a soffire.









La cosa più importante da sapere è che la sofferenza in questo senso può perdere d'intensità.

Non siamo condannati a soffrire perchè un essere umano può svincolarsi da questa condizione a patto che sappia come farlo.


Quando i maestri spirituali di ogni tradizione e cultura ci parlano di estinsione della sofferenza stanno parlando proprio di questo concetto.

Più diamo energia al pensiero più ci troveremo nel bel mezzo di un vortice di sofferenza, più ci disconnettiamo dai pensieri iniziando a dare loro meno importanza meno soffriremo.



Non è l'esperienza in sè che ci fa soffrire, ma i castelli che costruiamo sopra quell'esperienza a livello mentale ed emotivo.












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